STORYTELLING - TECNICHE DI COMUNICAZIONE

3/12/2019 Gabriele Mauro 0 Comments

Il termine storytelling è formato da due parole inglesi: story e telling. Letteralmente, il termine può esser tradotto in italiano con le espressioni raccontare una storiacomunicazione narrativa o anche comunicazione creativa.

In sostanza, lo storytelling è una tecnica di comunicazione che consiste nel raccontare una storia per attirare l’attenzione di uno specifico pubblico, veicolare verso quel pubblico il messaggio che la storia vuole trasferire e stimolare un determinato desiderio nei lettori o spettatori, persuadendoli a compiere una precisa azione. In poche parole: si tratta di persuadere raccontando una storia.
Il cervello umano è particolarmente predisposto a dare attenzione alle storie. Se ci pensi, già i miti antichi erano storie. Le persone di quei tempi si lasciavano guidare nella vita prendendo spunto da quei racconti fantastici. Quelle storie erano cariche di indicazioni pratiche e morali: guidavano i comportamenti. Sono passati millenni da allora, ma lo storytelling ha ancora un forte potere sulla mente umana. Le storie ci affascinano, ci ispirano, ci spingono all’azione. E chi fa business lo sa bene.

Chi usa lo Storytelling?

grandi brand hanno già da tempo intuito le potenzialità di questa tattica e la usano per comunicare con i loro clienti, con lo scopo di attirarli e poi fidelizzarli. In effetti, un cliente fidelizzato attraverso lo storytelling – cioè un cliente particolarmente coinvolto dalle storie che raccontano il brand o che promuovono un suo prodotto – si avvicina maggiormente alla marca, si dimostra più fedele, più engaged. E questo non succede solo quando si raccontano storie attraverso il web: anche i video funzionano benissimo allo scopo.
In sostanza, oggi siamo così bombardati da informazioni di ogni tipo che solo chi sa attirare l’attenzione con una storia interessante riesce a emergere dal rumore di fondo. E così riesce a farsi ascoltare dai clienti.

Gli obiettivi dello Storytelling

Come tutte le tattiche che realizzano una strategia di marketing, anche lo storytelling ha degli obiettivi da centrare, che sono svariati e che dipendono dall’azienda e dalla sua offerta commerciale, e anche dal contesto in cui lo si va ad applicare.
Quando lo storytelling è usato nel caso di un business, la storia raccontata ha in genere lo scopo di coinvolgere potenziali clienti o clienti già acquisiti, per vendere loro i prodotti o i servizi dell’azienda.
Al contrario, quando la storia è raccontata in un contesto di personal branding, cioè di marketing di se stessi, l’obiettivo è quello di attirare l’attenzione dei lettori o spettatori sulla figura del narratore, affinché egli sia conosciuto (e possa raggiungere i suoi scopi personali e lavorativi, trovando nuovi clienti).

Vendi una commodity? Lo Storytelling ti è di grande aiuto

Lo storytelling funziona, l’ho già indicato più volte. In certi casi è addirittura decisivo per decretare il successo di un prodotto o di un servizio. Per esempio, immagina che la tua azienda venda un prodotto che è una commodity, cioè è uno di quei prodotti che non presentano sostanziali differenze qualitative con i prodotti dei competitor. Fanno per esempio parte delle commodity il sale, lo zucchero, il petrolio, i metalli preziosi ecc.
Come puoi fare marketing in questo caso? Come puoi differenziarti dalla concorrenza? Ti viene in aiuto lo storytelling. Se racconti una storia intorno al tuo prodotto, gli dai un’anima, gli dai un’identità specifica, lo rendi unico. Ma questo è proprio ciò che spesso manca a una commodity. E un prodotto con un’anima è percepito come diverso dai potenziali clienti. A quel punto, proprio per la sua unicità, i clienti sono disposti a preferirlo alle altre alternative, magari pagandolo anche di più! 
Potere dello storytelling!

Come fare Storytelling in modo efficace? Qualche consiglio…

Abbiamo visto che lo storytelling funziona. Ma si possono dare dei consigli su come massimizzare l’efficacia del raccontare storie alla propria nicchia? Sì, qualche suggerimento di massima lo si può dare, anche se, come si è detto, molto dipende dal business e dall’ambito in cui si fa storytelling. In effetti, le esigenze di una particolare azienda sono diverse da quelle di un’altra. E le necessità di una nicchia sono differenti rispetto a quelle di un’altra nicchia. 
Ecco qualche indicazione per lo storyteller che vuole ottenere risultati concreti:

1) Fare storytelling significa far parlare una voce, cioè dar vita a un personaggio. Un personaggio (umano o no) che deve essere interessante agli occhi dei clienti, con i suoi pregi e i suoi difetti. E dato che il pubblico deve essere condotto a identificarsi totalmente con il narratore, non bisogna creare un personaggio troppo perfetto. Altrimenti, sarà complicato coinvolgere chi ci segue. In effetti, se il protagonista delle storie è un personaggio perfetto e asettico, il pubblico non lo amerà.
2) Lo storytelling deve creare un personaggio capace di parlare delle sue emozioni, delle sue ambizioni, dei suoi progetti, delle cose che adora e di quelle che detesta. Il pubblico deve poter apprezzare la voglia di mettersi in gioco del personaggio. Anche questo spingerà le persone a sentirlo vicino e a sostenerlo. Insomma: lo storyteller ha l’obbligo di animare un personaggio che susciti emozioni nel pubblico della nicchia. Niente di più deleterio che dare vita a personaggi che lascino indifferente il pubblico!


3) La storia raccontata deve sempre veicolare un messaggio. Per fare ciò, lo storyteller deve assumere un punto di vista chiaramente identificabile. In breve: non si comunica tanto per fare, ma si comunica per uno scopo ben preciso. E quando si fa storytelling si parla a un pubblico per dire qualcosa di specifico, per trasferire ai lettori un messaggio commerciale chiaro e preciso.

4) Occorre preferibilmente che lo storytelling racconti una storia che il personaggio narratore abbia realmente vissuto in prima persona. Tra l’altro, se si decide di raccontare solo le storie che si sono vissute direttamente sulla propria pelle, si trasmette alla nicchia dei potenziali clienti l’impressione concreta di essere genuini, affidabili e autorevoli.

5) Bisogna raccontare fatti reali. Si ottiene la massima efficacia se le storie raccontate sono vere. Se non è questo il tuo caso, assicurati almeno che i tuoi racconti siano verosimili, cioè credibili.
Altri consigli su come fare in modo che le storie funzionino? Ecco, si può aggiungere che lo storytelling:
- Deve avere un forte effetto persuasivo su chi legge o ascolta. Le tue storie devono praticamente sedurre il target e portarlo ad agire.

- Deve essere molto convincente. E ciò comporta da parte dello storyteller la massima attenzione verso i dettagli della storia raccontata.

- Deve dare la sensazione di autenticità. In poche parole: non bisogna mai dare l’impressione di esser lì banalmente per raccontare una storiella con l’unico obiettivo – nemmeno poco celato! – di vendere qualcosa a qualcuno.

- Deve saper toccare le emozioni del pubblico della nicchia. Sono infatti svariate le ricerche che dimostrano, per esempio, che un pubblico coinvolto emotivamente è molto più propenso a fare acquisti di un pubblico annoiato. D’altra parte, questo è puro e semplice buon senso.

-Deve raccontare una storia che faccia venir voglia a chi la legge o la ascolta di condividerla con le persone che conosce. Saper creare questo tipo di engagement è particolarmente importante se il brand fa storytelling sui social network (poiché si può massimizzare l’effetto virale delle storie).

- Deve essere capace di farsi ricordare. Se leggi o senti una storia e poi te la dimentichi subito, quello non era un buon esempio di storytelling. Al contrario, uno storyteller è bravo nel suo lavoro se le sue storie si fanno ricordare a lungo.

- Deve saper costruire una vera relazione tra brand, impresa o singolo professionista e il pubblico della nicchia (che, lo ricordo, sono i clienti). Ed è questo probabilmente il vero valore dello storytelling: la fidelizzazione. Mi riferisco cioè alla sua capacità di creare relazioni forti, stabili, durature.
Quali sono le qualità di un bravo Storyteller?
Prendendo spunto da un noto modo di dire, potremmo affermare che dietro a uno storytelling di successo c’è sempre un bravo storyteller. Questo è poco ma è sicuro. Quali sono dunque le prerogative di un professionista della scrittura che padroneggia l’arte dello storytelling?
1) Essere senz’altro creativo, perché lo storytelling richiede fantasia, inventiva, brillantezza espositiva (sia per i testi che per i video).

2) Essere a contatto con le emozioni, perché il raccontar storie deve suscitare delle emozioni nel pubblico. Quindi lo storyteller deve saper parlare innanzitutto ai cuori delle persone e solo successivamente ai loro cervelli.

3) Rispettare il pubblico, evitando in qualsiasi modo di prenderlo in giro o di mentirgli.

4) Saper rappresentare la storia che narra in modo molto dettagliato, proprio come farebbe uno scrittore narrativo o un bravo sceneggiatore del cinema.

5) Saper essere efficace nello stimolare le azioni del suo pubblico, cioè spingere i clienti all’azione commerciale. Facciamo un esempio: lo storytelling ha lo scopo di generare lead per un’azienda? Bene, lo storyteller deve riuscire a centrare perfettamente questo obiettivo attraverso la sua comunicazione.
Spero di esserti stato utile ed aver colmato le tue lacune!

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